domenica 27 aprile 2014

Servizio civile alla Selina


Liana Mohanu 31 anni, ha vissuto assieme a noi l'esperienza del sevizio civile, ci racconta la sua esperienza.
Buona lettura! 


Quali erano le tue aspettative all'avvio di questa esperienza?

 Nel momento in cui ho presentato la domanda per lo svolgimento del Servizio Civile, nell'ambito del progetto “Ricominciamo da noi”, proposto dal Consorzio di Cooperative Leonardo, sapevo ben poco della storia del servizio civile nazionale e delle finalità che quest'ultimo perseguiva. La spinta principale della richiesta è stata la compatibilità del progetto con gli studi che avevo intrapreso e con le pregresse esperienze di tirocinio nell'ambito socio-sanitario: mi è sembrato che il progetto mi avrebbe potuto offrire la possibilità di coniugare la teoria con la prassi. Erano queste, le mie aspettative al momento dell'avvio di questa esperienza.

Le prime sensazioni…
Al riguardo mi viene in mente il primo giorno all'interno della comunità. Era la prima volta che mi approcciavo alla salute mentale e precedentemente non avevo nemmeno cercato di immaginare e/o capire a cosa poteva assomigliare o come poteva sembrare  una struttura che accoglieva persone affette da disturbi mentali. Devo dire che il primo impatto è stato emotivamente forte: non conoscevo gli ospiti, la loro quotidianità; ognuno era occupato nelle proprie attività giornaliere e questo rendeva difficile interagire e comunicare. Mi era difficile inserirmi, trovare delle opportunità di conoscenza e dialogo. Tant'è che che dopo il primo giorno mi sono assentata per i successivi due giorni: avevo bisogno di metabolizzare, di capire quella realtà, c'erano troppe domande e poche risposte. Ero indecisa sulla possibilità di proseguire e credo che già dall'esordio  avevo costruito un muro tra me e loro, muro che mi ero proposta di abbattere.

4 parole per descrivere la tua esperienza...

E' davvero difficile sintetizzare o fare un riassunto dei dodici mesi di servizio civile! Nel tentativo di fare un'analisi di questo periodo, le parole che mi vengono in mente sono:“cambiamento”, “trasformazione”, “miglioramento”, “arricchimento umano”.
1. “Cambiamento” perché  gli ospiti della comunità alloggio, in cui ho svolto  il servizio, mi hanno aiutato a capire quali sono i miei limiti e, a volte, come superarli.

2. “Trasformazione” perché il contatto con la realtà della salute mentale ha ribaltato e generato un nuovo ordine del mio sistema di valori e principi, con l'esito di rendermi più matura, più responsabile, più disponibile e più sensibile verso gli altri.
3. “Miglioramento” perché gli ospiti della comunità, oltre ad avermi insegnato a giocare a briscola e a bocce, mi hanno insegnato che, mediante un potenziamento della percezione  e della riflessività, ogni cosa può acquisire una pluralità di significati, che non esiste una verità assoluta, oggettiva, ma che esistono un numero infinito di verità.
4. “Arricchimento umano” perché, complessivamente, questa esperienza mi ha trasmesso il rispetto e l'apprezzamento della storia di vita di  ogni persona e mi ha reso consapevole del fatto che le storie di vita di ogni uno di noi sono cosi diverse e, nello stesso tempo, cosi simili. Storie fatte di fragilità, insicurezze, sofferenze, aspirazioni, passioni, emozioni, sentimenti,  progetti, sogni.  Il rispetto, la fiducia, il tempo, il riconoscimento e la valorizzazione dell'altro sono imprescindibili per poter accedere al bagaglio esperienziale di una persona e così costruire legami e relazioni positive.

Perché fare il servizio civile?
 Il Servizio Civile Nazionale rappresenta una delle poche opportunità di crescita personale e professionale che vengono offerte ai giovani e, visto il momento storico in cui viviamo, la sua salvaguardia è un dovere di tutti. Il suo valore aggiunto consiste nel formare cittadini più responsabili, più informati e, quindi, immaterialmente più ricchi.

Grazie Liana per i mesi trascorsi assieme a noi, torna presto a trovarci!

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