Buona lettura!
Quali erano le tue aspettative all'avvio di questa esperienza?
Nel momento in cui ho presentato la domanda per lo svolgimento del Servizio Civile,
nell'ambito del progetto “Ricominciamo da noi”, proposto dal Consorzio di
Cooperative Leonardo, sapevo ben poco della storia del servizio civile
nazionale e delle finalità che quest'ultimo perseguiva. La spinta principale
della richiesta è stata la compatibilità del progetto con gli studi che avevo
intrapreso e con le pregresse esperienze di tirocinio nell'ambito
socio-sanitario: mi è sembrato che il progetto mi avrebbe potuto offrire la
possibilità di coniugare la teoria con la prassi. Erano queste, le mie
aspettative al momento dell'avvio di questa esperienza.
Le prime sensazioni…
Al riguardo mi
viene in mente il primo giorno all'interno della comunità. Era la prima
volta che mi approcciavo alla salute mentale e precedentemente non avevo
nemmeno cercato di immaginare e/o capire a cosa poteva assomigliare o come
poteva sembrare una struttura che
accoglieva persone affette da disturbi mentali. Devo dire che il primo impatto è stato emotivamente forte: non conoscevo gli ospiti, la loro quotidianità; ognuno era occupato nelle proprie attività giornaliere
e questo rendeva difficile interagire e comunicare. Mi era difficile inserirmi, trovare delle opportunità di conoscenza e dialogo. Tant'è che che dopo il primo giorno mi sono
assentata per i successivi due giorni: avevo bisogno di metabolizzare, di
capire quella realtà, c'erano troppe domande e poche risposte. Ero indecisa
sulla possibilità di proseguire e credo che già dall'esordio avevo costruito un muro tra me e loro, muro
che mi ero proposta di abbattere.
4 parole per descrivere la tua esperienza...
E' davvero
difficile sintetizzare o fare un riassunto dei dodici mesi di servizio civile! Nel
tentativo di fare un'analisi di questo periodo, le parole che mi vengono in
mente sono:“cambiamento”, “trasformazione”, “miglioramento”, “arricchimento
umano”.
1. “Cambiamento” perché gli ospiti della comunità alloggio, in cui ho
svolto il servizio, mi hanno aiutato a
capire quali sono i miei limiti e, a volte, come superarli.
2. “Trasformazione” perché il contatto con
la realtà della salute mentale ha ribaltato e generato un nuovo ordine del mio
sistema di valori e principi, con l'esito di rendermi più matura, più
responsabile, più disponibile e più sensibile verso gli altri.
3. “Miglioramento” perché gli ospiti
della comunità, oltre ad avermi insegnato a giocare a briscola e a bocce, mi
hanno insegnato che, mediante un potenziamento della percezione e della riflessività, ogni cosa può acquisire
una pluralità di significati, che non esiste una verità assoluta, oggettiva, ma
che esistono un numero infinito di verità.
4. “Arricchimento umano” perché,
complessivamente, questa esperienza mi ha trasmesso il rispetto e l'apprezzamento
della storia di vita di ogni persona e
mi ha reso consapevole del fatto che le storie di vita di ogni uno di noi sono
cosi diverse e, nello stesso tempo, cosi simili. Storie fatte di fragilità,
insicurezze, sofferenze, aspirazioni, passioni, emozioni, sentimenti, progetti, sogni. Il rispetto, la fiducia, il tempo, il
riconoscimento e la valorizzazione dell'altro sono imprescindibili per poter
accedere al bagaglio esperienziale di una persona e così costruire legami e relazioni positive.
Perché fare il servizio civile?
Perché fare il servizio civile?
Il
Servizio Civile Nazionale rappresenta una delle poche opportunità di crescita
personale e professionale che vengono offerte ai giovani e, visto il momento
storico in cui viviamo, la sua salvaguardia è un dovere di tutti. Il suo valore
aggiunto consiste nel formare cittadini più responsabili, più informati e,
quindi, immaterialmente più ricchi.
Grazie Liana per i mesi trascorsi assieme a noi, torna presto a trovarci!

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